In "Senilità" Angiolina Zarri, è la giovane e splendida popolana che attrae fatalmente Emilio, per quella che all'inizio deve essere solo un'avventura volta a rischiarare la grigia monotonia della sua esistenza. Gli farà perdere la testa, regalandogli tuttavia l'unico Carnevale in una vita fatta di Quaresima. Libera, sensuale e piena di vita, autentica e ingenua, volubile e imprendibile, Angiolina è la forza della Natura, selvaggia, indomabile. È il fuoco. La sua esuberante sessualità entrerà in conflitto con le convenzioni borghesi della Trieste di fine secolo.
Così Italo Svevo la descrive:
Angiolina, una bionda dagli occhi azzurri grandi, alta e forte, ma snella e flessuosa, il volto illuminato dalla vita, un color giallo di ambra incarnato da una bella salute, camminava a lui da canto, la testa china da un lato come piegata dal peso del tanto oro che la fasciava...
Evidentemente ella aveva nell'occhio, per ogni uomo elegante che passava, una specie di saluto; l'occhio non guardava, ma vi brillava un lampo di luce. Nella pupilla qualche cosa si moveva e modificava continuamente l'intensità e la direzione della luce. Quell'occhio crepitava!
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